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Separazione

Separazione

Dopo l’ultima stagione di riforme del diritto di famiglia italiano ci sono due nuovi modi per separarsi oltre al procedimento avanti il Tribunale, ovvero con la negoziazione assistita matrimoniale e l’accordo di separazione con la dichiarazione avanti l’ufficiale di stato civile, introdotte dalla Legge 164 del 2014.

Il rapporto tra parti private e Tribunale è stato totalmente ridefinito nella regolamentazione delle conseguenze della crisi coniugale con una maggiore affermazione della volontà negoziale sulla funzione giurisdizionale.
La negoziazione assistita matrimoniale, che si basa essenzialmente sul modello generale di negoziazione, è un procedimento su iniziativa di parte la quale invia all’altra un invito a stipulare una convenzione di negoziazione assistita, un accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l’assistenza di avvocati. Il procedimento di negoziazione assistita può fallire o approdare ad un accordo.
L’accordo raggiunto dovrà avere forma scritta ed essere sottoscritto personalmente dalle parti le cui firme devono essere autenticate dai rispettivi legali.

La separazione “autogestita” è sicuramente la novità più eclatante della riforma del 2014 che ha previsto la possibilità per i coniugi di separarsi o modificare le condizioni di separazione esternando la loro volontà davanti ad un ufficiale di stato civile eliminando qualsiasi controllo giudiziario sull’accordo raggiunto dalle parti. Le parti possono comunque scegliere di farsi assistere da un legale.
Il fondamentale presupposto di applicazione dell’accordo matrimoniale autogestito è che le parti non abbiano figli minori, figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap ovvero economicamente non autosufficienti e che non siano previsti nell’accordo patti di trasferimento patrimoniale (assegnazione della casa familiare, assegno di mantenimento e qualsiasi altra questione economica).